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Grana Padano
Provolone
Burro

Grana Padano

Curiosità

Lo hanno inventato i monaci dell’Abbazia di Chiaravalle più di mille anni fa. Il grana si preparava nelle grandi caldaie dei monasteri, primi caseifici della storia. Nel Medioevo i contadini lo chiamavano già “Grana” per i tipici granelli bianchi della sua pasta. Considerato un formaggio nobile nei banchetti del Rinascimento, lo si consumava anche nelle campagne, soprattutto durante le carestie, come preziosa fonte di sostentamento.

Profumo, colore, sapore

La crosta dorata è spessa fra i 4 e gli 8 mm. La pasta finemente granulosa è giallo paglierino. E il sapore? Varia a seconda della stagionatura. Invecchiato 9-16 mesi è di gusto dolce e profuma di latte e burro.

Più di 16 mesi è saporito ma non piccante, con un profumo di fieno e frutta secca. Il Grana Padano Riserva, invecchiato più di 20 mesi, è di gusto ricco e pieno, per le occasioni speciali.

Provolone

Curiosità

La filatura del formaggio, modellato in appositi stampi, è antichissima e la portarono in settentrione alla fine del 1800 i migranti dal sud Italia. Il Provolone da allora si produce in Val Padana dove la qualità del latte e la plasticità della pasta ottenuta ha permesso ai casari di sbizzarrirsi nelle forme più diverse: quella classica a fiaschetta, accanto a quella a mandarino, a melone, a salame e tronco conica, tutte declinate in una grande varietà di pesi.

Profumo, colore, sapore

La crosta è lucida, dura e sottile e il colore, a seconda della stagionatura, è giallo paglierino o bruno. La pasta, di colore paglierino o avorio, è semidura e compatta con qualche piccola occhiatura per il tipo dolce, dura con piccole spaccature per la varietà piccante. Il provolone dolce viene stagionato non più di 2-3 mesi, quello piccante da 3 mesi a più d 1 anno.

Burro

Curiosità

Fare il burro è uno dei metodi più antichi per conservare il grasso del latte. Lo si preparava già in India almeno 1500 anni fa. In origine oltre che in cucina, lo si usava per le cose più strane. I Romani per le acconciature, in Inghilterra e Scozia per spalmare e proteggere gli scafi delle navi. Anche gli Egizi, i Greci e gli Arabi amavano il burro. In Italia si diffonde a fine Medioevo, prima nel Sud Italia, ma poi diventerà il condimento principe in Settentrione.

Il colore del burro dipende dall’alimentazione delle mucche. Se il fieno è ricco di caroteni, sarà tendente al giallo, altrimenti sarà più bianco. Un buon burro si riconosce dall’aspetto lucido e compatto, dal profumo fresco e morbido e dal gusto delicato.